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Dig Rush: un videogame per curare l’occhio pigro

Di In Occhio alla Salute Il 30 luglio 2015


Tenere i vostri figli davanti al pc, a volte, conviene: la Ubisoft, sviluppatore e distributore di videogame di grande successo, ha collaborato con la società Amblyotech per la creazione di Dig Rush, il primo gioco elettronico appositamente pensato come ausilio alla cura dell’ambliopia, un deficit della vista meglio conosciuto con il nome di “occhio pigro” (in pratica, un occhio “lavora” meno dell’altro).

L’originale trovata può fornire un aiuto o costituire una divertente alternativa alle terapie tradizionali per trattare questo disturbo, soprattutto sui pazienti più giovani: laser, agopuntura, lenti correttive, fino alla ben temuta benda sull’occhio, motivo spesso di disagio psicologico e stress da parte dei bambini. Il software sviluppato per Dig Rush, invece di allenare soltanto l’occhio pigro, come accade di norma con gli strumenti adottati in campo oculistico, fa lavorare entrambi gli occhi del videogiocatore per addestrare il cervello a potenziare l’acutezza visiva. Sullo schermo, infatti, scorrono oggetti rossi e blu che possono essere percepiti tramite l’uso di occhiali stereoscopici (occhialini 3D, dotati di lenti bicolore). Il medico ha poi il compito di regolare preventivamente i livelli di contrasto cromatico in base alle necessità del paziente, consentendo agli occhi di usufruire in maniera ottimale dell’esperienza di gioco.

I test condotti con Dig Rush hanno evidenziato come la “soluzione videogioco” dia risultati clinicamente soddisfacenti e come sia più facilmente accettata da soggetti in tenera età, attratti in particolare dalla sua componente ludica e rassicurati dalla loro familiarità con i dispositivi elettronici in genere. Amblyotec sta ora cercando di ottenere l’autorizzazione della FDA (Food and Drug Administration, l’agenzia Usa che dà il via libera a tutto ciò che è etichettato come “terapia”) per vendere il prodotto negli Stati Uniti e, successivamente, negli altri paesi.


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