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Cinquanta sfumature di grigio? Non per tutti…

Di In Occhio alla Salute Il 1 settembre 2015


Se vi siete mai chiesti cosa volesse intendere la scrittrice americana E.L. James con il titolo del suo romanzo “Cinquanta sfumature di grigio”, evitate pure di affannare la vista: un’equipe di ricercatori dell’Università di Cincinnati (Ohio, Usa) ha dimostrato che l’occhio umano è capace di vedere circa 10 milioni di colori unici, ma solo 30 sfumature di grigio. Il titolo del romanzo, quindi, rischia di trarre in inganno tutti coloro che si siano cimentati nella ricerca delle famose “sfumature”.

Secondo gli autori dello studio, l’incapacità di vedere infinite tonalità comprese tra il bianco e il nero deriverebbe dal fatto che i fotorecettori che formano la retina, i coni e i bastoncelli, possiedono un numero diverso di pigmenti: i primi ne hanno tre, mentre i secondi soltanto uno. Dal momento che il bianco e il nero sono percepiti proprio dai bastoncelli, le tonalità che “si trovano in mezzo”, e che possono essere avvertite, risultano in numero inferiore.

Scopo della ricerca, più che scoraggiare i fan della James, è stato quello di misurare il modo in cui gli occhi umani reagiscono di fronte agli schermi dei nuovi dispositivi tecnologici di lettura, come i lettori per e-book. Per il resto, meglio dedicarsi ad altre gradazioni di colore.


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