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Quando la luce blu fa male agli occhi

Di In Occhio alla Salute Il 2 settembre 2015


Se la luce blu è nota per i suoi effetti rilassanti e la sua capacità di stimolare l’organismo umano contro depressione e insonnia, non bisogna comunque sottovalutare le conseguenze negative che un’esposizione del genere comporterebbe.

Infatti, se da tempo risultano assodati i danni causati a pelle e occhi dai raggi UV, anche la luce di colore blu-violetto è in grado di causare gravi lesioni, soprattutto agli occhi: mentre i primi hanno una maggiore energia e vengono assorbiti, prevalentemente, dalla parte frontale dell’occhio, la seconda penetra più in profondità, raggiungendo perfino la retina. Pertanto, un contatto ripetuto e prolungato con una fonte di luce di questo tipo può causare infiammazioni e problemi al cristallino e alla retina.

Attenzione, quindi, ai cieli parzialmente nuvolosi: un’ora all’aperto ci arricchirebbe di scorte di luce blu in abbondanza, più che trascorrere lo stesso periodo di tempo davanti allo schermo di un pc o di un tablet. Senza dimenticare i fari LED o allo xeno delle auto, blu anch’essi.

Niente terrorismo psicologico, però. Come è fondamentale indossare occhiali da sole con una protezione del 100% contro i raggi UV, allo stesso modo è possibile salvaguardarsi da un’eccessiva esposizione alla luce blu-violetta: lenti bianche con un filtro blu, per esempio, aiutano ad ottenere una visione più nitida e meno affaticata, in quanto le diverse lunghezze d’onda della luce visibile vengono rifratte in maniera differente dalla cornea al cristallino, non raggiungendo lo stesso punto focale sulla retina.

«Nel blu, dipinto di blu», cantava Modugno. Ma non senza occhiali, mi raccomando.


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