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Gravidanza: i disturbi visivi più frequenti

Di In Occhio alla Salute Il 29 settembre 2015


Durante la gravidanza è probabile possano comparire dei disturbi in grado di alterare la normale capacità visiva. Vediamone i più comuni e le cause.

Per quanto riguarda i cambiamenti di natura fisiologica, la riduzione della pressione intraoculare e le possibili mutazioni della cornea (maggiore sensibilità e curvatura) determinano, spesso, l’ intolleranza alle lenti a contatto, secchezza oculare o il peggioramento della vista. Nel primo caso, su consiglio di un oculista, si può decidere di sospendere l’uso delle lenti fino al termine della gravidanza; la naturale umidità dell’occhio, invece, può essere ripristinata ricorrendo a delle lacrime artificiali. Scintille, macchie scure o colorate, brevi lampi, sono disturbi visivi legati, in genere, agli sbalzi di pressione o alla carenza di ferro facilmente riscontrabili durante il periodo di gestazione.
Soprattutto al mattino, inoltre, le future mamme possono notare palpebre gonfie e pesanti: anche questo, come gli altri, è un sintomo transitorio, ma comunque da accertare: potrebbe derivare da una possibile irritazione agli occhi o, nei casi più critici, da problemi di ipertensione.

I cambiamenti patologici riguardano il peggioramento di difetti visivi precedentemente esistenti alla gravidanza, ad esempio, la miopia: l’eventuale aggravarsi di quest’ultima è tutt’altro che scontata, non sempre si verifica; in caso contrario, il peggioramento può avvenire soprattutto durante il puerperio, ma trattasi comunque di una situazione momentanea.
Se si soffre di diabete e pressione alta, invece, è possibile compaiano nuove patologie, anche gravi: cecità corticale e corioretinopatia sierosa centrale, la quale determina una riduzione della visione centrale.
In questi casi, è più che opportuno rivolgersi al proprio medico e sottoporsi regolarmente ad esami e controlli.


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