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Disturbi visivi nei bambini: quando l’ambioplia compromette il linguaggio

Di In Occhio alla Salute Il 29 settembre 2015


I disturbi visivi possono influenzare il normale sviluppo del linguaggio. Uno studio recente, pubblicato sul Jama Ophthalmology, ha dimostrato come alterazioni quali l’ambliopia, in un soggetto in età infantile, causi importanti difficoltà non solo nel modo di percepire i suoni, ma anche a livello dell’espressione verbale. Il riconoscimento delle parole, infatti, è un vero proprio processo sensoriale: quando ascoltiamo ciò che una persona ci dice, non facciamo leva unicamente sul nostro apparato uditivo, ma concentriamo la nostra attenzione anche sulle labbra e la mimica facciale di chi sta parlando. Per un bambino molto piccolo, impegnato ad acquisire i primi rudimenti del linguaggio, questo procedimento è estremamente delicato.

Dall’analisi di un campione di pazienti affetti da ambliopia, è emerso che i soggetti a cui è stato riscontrato tale disturbo dopo i cinque anni di età hanno manifestato frequenti problemi nell’interazione vista-udito rispetto ai bambini attenzionati prima di quel periodo. Chi ha curato l’ambliopia più tardi, infatti, ha rilevato un maggior numero di suoni completamente diversi fra loro, a seconda dell’occhio utilizzato per guardare qualcuno che parlava, se l’occhio “buono” o quello “pigro”.

Tutto ciò dimostra la necessità di intervenire in tempo, e in maniera mirata, quando si ha a che fare con bambini in tenera età, essendo l’infanzia un periodo della vita assolutamente fondamentale per il corretto sviluppo delle loro capacità psicosensoriali.
Per andare alla scoperta del mondo, bisogna innanzitutto saper guardare lontano.


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