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Ottica adattiva, la tecnica che arriva dallo spazio

Di In Occhio alla Salute Il 27 ottobre 2015


Ideata dalla Nasa per costruire telescopi sempre più potenti, la cosiddetta “ottica adattiva” è da poco approdata negli studi di oftalmologia dal lontano spazio siderale.
Oggetto di sperimentazione alla IRCSS Fondazione G.B. Bietti, la nuova tecnica permette di individuare singole cellule, capillari e fibre nervose della retina con una risoluzione sette volte superiore a quella utilizzata dagli odierni strumenti diagnostici a disposizione.

L’ottica adattiva, infatti, permetterà di eseguire esami istologici ottenuti fino ad ora mediante biopsia: si avranno, dunque, diagnosi tempestive che consentiranno di intervenire ancor prima di qualsiasi degenerazione procurata dal progredire delle malattie agli occhi oggi più diffuse, in particolare in caso di glaucoma e retinopatia diabetica.
Il test, messo a punto con la collaborazione di informatici e astrofisici, non è assolutamente invasivo: prevede semplicemente lo scatto di foto più accurate ed è simile agli oftalmoscopi usati in tutti gli studi di oculistica.

Secondo le statistiche dell’Oms, il numero di persone affette da diabete di tipo 2 è destinato a crescere vertiginosamente da qui al 2050, diventando la prima causa di cecità nel mondo: una diagnosi precoce renderà possibile individuare i soggetti a rischio, agendo rapidamente prima che i danni alla retina si manifestino in maniera irreversibile.
È opportuno, inoltre, informare correttamente i malati: adottare le necessarie precauzioni per evitare possibili danni agli occhi e decidere di sottoporsi per tempo ad un esame o un controllo oculistico, costituiscono i fattori fondamentali di una corretta strategia di prevenzione.


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