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LHON: l’importanza della prevenzione

Di In Occhio alla Salute Il 25 marzo 2016


La LHON (Neuropatia ottica di Leber, l’acronimo è inglese) è una malattia genetica causata da una rara forma di atrofia del nervo ottico. Immaginiamo quest’ultimo come un grande cavo elettrico attraversato da più di un milione di fili, capaci di trasmettere le immagini dalla retina al cervello: nelle persone che sviluppano la LHON, molti di questi fili iniziano gradualmente a non funzionare, fino a disattivarsi del tutto. In altre parole, a cause delle fibre nervose danneggiatesi nel nervo ottico, l’occhio perde, in misura più o meno grave a seconda della degenerazione, la capacità di vedere. Alcuni pazienti diventano totalmente ciechi; altri scorgono solo luci e ombre o non riescono a percepire ciò che si trova al centro del loro campo visivo, ma soltanto ai lati di esso.

Al giorno d’oggi si cerca di rallentare l’avanzare della malattia e, di conseguenza, la perdita definitiva delle fibre nervose del nervo ottico, attraverso la somministrazione di farmaci antiossidanti, quale l’idebenone: intervenendo tempestivamente, infatti, è possibile salvare un numero maggiore di fibre rispetto a quello che accadrebbe in assenza di trattamento. Nel primo caso, inoltre, vi sarebbero anche discrete possibilità di recupero: passata la fase più acuta della malattia (6-12 mesi dopo il suo esordio), alcune fibre non più ricettive potrebbero “riattivarsi”, apportando un significativo miglioramento della capacità visiva.

È bene ricordare, però, che una guarigione totale dalla LHON non è esiste: il paziente sarà spesso in grado di condurre una vita soddisfacente dal punto di vista affettivo e lavorativo, ma avrà comunque difficoltà nella lettura, nella scrittura, nel riconoscere le persone ad una certa distanza etc. La LHON è, di conseguenza, una malattia altamente invalidante: l’unico modo per combatterla efficacemente è la prevenzione, rivolgendosi subito ad uno specialista dopo la comparsa dei primi disturbi e iniziando un’apposita terapia.


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