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	<title>OtticaMacca.com &#187; amministratore</title>
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		<title>Al mare o in città, gli occhiali da sole sono diversi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 09:52:26 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli occhiali da sole</strong>, acquistati in un negozio di ottica e dotati di filtri UV, proteggono i nostri occhi e prevengono, nel lungo periodo, l’insorgenza di malattie come la cataratta e i tumori cutanei. Si distinguono in base ai <strong>filtri solari</strong> posseduti: questi vanno da 0 a 4;<strong> la categoria 3</strong> è consigliata per un sole forte, tipicamente estivo, mentre <strong>la numero 4</strong> è da utilizzarsi in montagna, in alta quota e con superfici riverberanti.</p>
<p>Altre caratteristiche intrinseche rendono gli occhiali da sole più adatti ad un ambiente urbano o extraurbano: <strong>le lenti sfumate</strong> lasciando una parte dell’occhio più scoperta e risultano meno efficaci di quelle totalmente coprenti; per questo motivo è meglio portarle in città piuttosto che al mare. <strong>Le lenti fotocromatiche,</strong> che si scuriscono alla luce, offrono un valido compromesso: sono tre modelli in uno, per la vista, la città e il pieno sole. Chi ha un difetto visivo, e dovrebbe indossare delle lenti da sole correttive, con questo modello non sarebbe costretto a cambiare continuamente occhiali.<br />
<strong>Chi fa sport</strong> farebbe bene a puntare su una montatura avvolgente che protegga dagli agenti atmosferici gli occhi e, in caso, anche le lenti a contatto.</p>
<p>In generale, colori come <strong>il nero, il marrone e il verde scuro</strong> proteggono più efficacemente gli occhi. Tonalità più chiare dovrebbero essere riservate, quindi, solo alla città. Bisogna ricordare, comunque, la diffusione di trattamenti che, grazie alla sublimazione di particelle metalliche, consentono di avere all’esterno il colore preferito e all’interno una coprenza maggiore, adattandosi ai gusti del cliente.</p>
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		<title>Il trucco eccessivo aumenta il rischio di infezioni agli occhi</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2016 08:55:46 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordo che anche l&#8217;aspetto esteriore vuole la sua parte, ma senza esagerare. Secondo gli ultimi studi, <strong>un uso eccessivo</strong> di ombretti, mascara, eyeliner ed eyepencil potrebbe aumentare in maniera significativa il rischio di contrarre <strong>infezioni agli occhi</strong>. In special modo, la blefarite: ricorrere abbondantemente al trucco, infatti, esporrebbe più facilmente le donne ad attacchi batteriologici e fungici. L&#8217;utilizzo di cosmetici di scarsa qualità o di prodotti scaduti, poi, non farebbe altro che aumentare tale rischio.</p>
<p><strong>La blefarite</strong>, il tipo di infezione più comune, provoca solitamente bruciore oculare e la sensazione di avere all’interno dell’occhio un corpo estraneo. Nelle ore successive al suo insorgere, possono comparire repulsione verso la luce troppo intensa e lacrimazione con muco. Quando la blefarite giunge ad una fase avanzata, le palpebre cominciano a gonfiarsi, fino a chiudere quasi completamente l’occhio e limitando la capacità visiva: in questo caso, come primo intervento di emergenza, è consigliabile lavare l’occhio con una soluzione salina e recarsi subito da un medico.</p>
<p>Anche le donne che usano <strong>lenti a contatto</strong> e che trascorrono troppo tempo davanti al pc corrono il pericolo di complicazioni batteriche a livello oculare. L’importante è riconoscere il disturbo appena esso si manifesta ed intervenire tempestivamente, prima dell&#8217;aggravarsi dei sintomi.</p>
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		<title>Mirtillo e vino rosso per combattere le malattie oculari</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 12:06:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Se siete amanti del vino rosso, da oggi non mancate di accompagnarvi dei frutti di mirtillo: il resveratrolo, infatti, naturalmente presente nel vino rosso, nell&#8217;uva e nei mirtilli, è noto per le sue caratteristiche preventive nei confronti di tumori, aterosclerosi, invecchiamento cellulare e infezioni batteriche. Blocca, inoltre, la crescita dei vasi sanguigni &#8220;cattivi&#8221;, impedendo lo [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Se siete amanti del vino rosso, da oggi non mancate di accompagnarvi dei frutti di mirtillo:</strong> il resveratrolo, infatti, naturalmente presente nel vino rosso, nell&#8217;uva e nei mirtilli, è noto per le sue <strong>caratteristiche preventive</strong> nei confronti di tumori, aterosclerosi, invecchiamento cellulare e infezioni batteriche. Blocca, inoltre, la crescita dei vasi sanguigni &#8220;cattivi&#8221;, impedendo lo sviluppo di diverse malattie oculari.</p>
<p>Proprio<strong> l&#8217;angiogenesi</strong>, la formazione di nuovi vasi sanguigni, gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di vari tipi di cancro, nell&#8217;aterosclerosi e in molte malattie degli occhi. I ricercatori hanno scoperto che le cure a base di resveratrolo frenano<strong> la crescita dei vasi sanguigni patogeni negli occhi</strong>, grazie all&#8217;attivazione delle proteine sirtuine: tale scoperta potrebbe avere un impatto significativo sulla comprensione delle malattie angioproliferative che riguardano l&#8217;occhio, in particolare, la degenerazione maculare.</p>
<p>Per sfruttare al meglio tutte<strong> le proprietà del mirtillo</strong>, l’ideale è assumere il frutto fresco o surgelato. Se ciò non fosse possibile, si può ricorrere agli integratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Difficoltà a distinguere i colori: il daltonismo</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 12:05:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il daltonismo (discromatopsia) è un’anomalia che influisce sulla percezione dei colori: il disturbo più comune consiste nella difficoltà di distinguere il rosso dal verde. Più rari sono la tritanopia, cioè l’incapacità di vedere il blu, e l’acromatopia, la cecità ai colori. È un difetto di natura prevalentemente genetico, che colpisce soprattutto gli uomini. Tuttavia, può [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il daltonismo (discromatopsia) è un’anomalia</strong> che influisce sulla percezione dei colori: il disturbo più comune consiste nella difficoltà di distinguere <strong>il rosso dal verde</strong>. Più rari sono la tritanopia, cioè l’incapacità di vedere il blu, e l’acromatopia, la cecità ai colori.<br />
È un difetto di natura prevalentemente genetico, che colpisce soprattutto gli uomini. Tuttavia, può insorgere anche in seguito a danni agli occhi, ai nervi o al cervello e, persino, in seguito all&#8217;esposizione ad alcuni composti chimici.</p>
<p>Nei nostri occhi, i colori vengono percepiti da cellule specializzate della retina, <strong>i coni</strong>: ne esistono di tre tipi, sensibili rispettivamente alla luce blu, verde, e rosso-gialla. Quando uno o più tipi di coni sono difettosi,<strong> la percezione del colore è alterata</strong>. Benché venga generalmente considerata una disabilità, in alcune situazioni <strong>il daltonismo può rivelarsi vantaggioso</strong>: un cacciatore daltonico, ad esempio, può riuscire a distinguere meglio una preda mimetizzata su uno sfondo caotico.</p>
<p>Non sono ancora note cure per tutte le forme di daltonismo: generalmente, si ricorre a delle lenti correttive; in altri casi, si possono ottenere dei miglioramenti mediante operazione chirurgica. Sono, inoltre, disponibili delle <strong>applicazioni per iPhone e iPad</strong> che permettono di simulare e di correggere la visione discromatica. Tali strumenti, però, non offrono una totale risoluzione del problema.</p>
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		<title>Tre oggetti in movimento: ecco il limite visivo dell&#8217;occhio umano</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 12:04:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Alcuni ricercatori dell&#8217;Australian National University hanno scoperto l&#8217;esistenza di un limite al numero massimo delle direzioni, e degli oggetti, che il cervello umano può vedere in un dato periodo di tempo: l&#8217;occhio umano è capace di distinguere, infatti, soltanto fino a tre oggetti in movimento e con direzioni diverse. Oltre questo numero, il movimento di [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni ricercatori dell&#8217;Australian National University hanno scoperto l&#8217;esistenza di <strong>un limite al numero massimo delle direzioni, e degli oggetti, che il cervello umano può vedere</strong> in un dato periodo di tempo: l&#8217;occhio umano è capace di distinguere, infatti, soltanto fino a tre oggetti in movimento e con direzioni diverse. Oltre questo numero, il movimento di cose o persone viene percepito come &#8220;rumore visivo&#8221; indistinto e tralasciato come tale.</p>
<p>La capacità del cervello di cogliere oggetti in movimento è stata messa alla prova utilizzando un metodo basato sulla stimolazione visiva da parte di <strong>puntini luminosi</strong>: muovendosi in modo casuale, essi si raggruppano insieme, di tanto in tanto, a formare due o più figure. L&#8217;esperimento ha indicato come l&#8217;occhio umano sia programmato per rilevare <strong>due sole direzioni alla volta, ma che riesca a monitorarne tre, se i movimenti dei puntini differiscono in termini di velocità o profondità</strong>.</p>
<p>Tale constatazione permette di spiegare l&#8217;abilità &#8220;multitasking&#8221; di alcuni soggetti: le persone, infatti, estremamente versatili e capaci di svolgere più azioni contemporaneamente, senza perdere il lume della ragione, sono probabilmente in grado di tenere d&#8217;occhio un sacco di cose in una sola volta. In senso più specifico, tale abilità potrebbe risiedere nel fatto che<strong> i soggetti multitasking</strong> <strong>sono più veloci</strong> nell&#8217;indirizzare la loro attenzione dal movimento di un oggetto ad un altro.</p>
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		<title>Differenze tra uomo e donna: quando la capacità visiva muta in base al sesso</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 12:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Gli uomini e le donne sono uguali? No, per fortuna, come sosterrebbero le rispettive controparti, se interrogate: per quanto simili, per quanto capaci di condividere passioni, ideologie e occupazioni, la differenza fra le due metà del cielo esiste. Soprattutto a partire dagli occhi. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Biology of Sex Differences, infatti, le [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli uomini e le donne sono uguali?</strong> No, per fortuna, come sosterrebbero le rispettive controparti, se interrogate: per quanto simili, per quanto capaci di condividere passioni, ideologie e occupazioni, la differenza fra<strong> le due metà del cielo</strong> esiste. Soprattutto a partire dagli occhi.<br />
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista<em> Biology of Sex Differences</em>, infatti, le donne percepiscono molto meglio degli uomini le sfumature dei colori, mentre i secondi sono più sensibili nel cogliere i particolari delle immagini e gli stimoli in rapido movimento.</p>
<p>Dopo aver sottoposto a diversi esperimenti soggetti di età superiore ai 16 anni, con capacità visive intatte e visione normale dei colori, il risultato della ricerca ha dimostrato che<strong> le donne</strong> sono in grado di riconoscere senza difficoltà<strong> sfumature di colori</strong> risultanti pressoché impercettibili agli uomini. Dall&#8217;altro lato, però, <strong>gli uomini</strong> riescono a decifrare <strong>immagini sfarfallanti</strong>, con maggiore precisione e meno fatica delle donne. Due modi di vedere la realtà, quindi, molto distinti.</p>
<p>La differenza di percezione tra uomini e donne riguarda anche l&#8217;udito e il sistema olfattivo, così come tanti altri aspetti. La percentuale maggiore o minore di testosterone, però, non implica automaticamente che<strong> un genere sia migliore</strong> o preferibile rispetto ad un altro. Siamo diversi e perciò curiosi di quello che non ci somiglia. Ecco la leva capace di sollevare il mondo. E di viverlo.</p>
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		<title>Il bastone che legge i volti: aiuto per i non vedenti</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 06:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[amministratore]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un bastone per non vedenti in grado di leggere i volti dei passanti: è quanto inventato da tre giovani ricercatori dell&#8217;Università di Birmingham. L&#8217;esperimento nasce dalla voglia di creare qualcosa di utile per chi è affetto da cecità, esigenza particolarmente sentita dai suoi ideatori, il padre di uno dei quali è non vedente. I tre [...]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un bastone per non vedenti</strong> in grado di leggere i volti dei passanti: è quanto inventato da tre giovani ricercatori dell&#8217;Università di Birmingham. L&#8217;esperimento nasce dalla voglia di creare qualcosa di utile per chi è affetto da cecità, esigenza particolarmente sentita dai suoi ideatori, il padre di uno dei quali è non vedente. </p>
<p>I tre ricercatori (Steve Adigbo, Waheed Rafiq e Richard Howlett) hanno messo a punto un bastone dotato di una telecamera e di una memoria interna, su cui salvare le foto di amici e conoscenti: piuttosto che costringerla ad affinare l&#8217;udito o a chiedere ogni volta il nome della persona che capita vicino, il sistema di riconoscimento facciale installato sul bastone effettuerà la scansione dei volti e comunicherà al non vedente, tramite auricolare, il nome della persona in questione. Il bastone, chiamato Xplor, è dotato anche di Gps, con rilevatore di ostacoli, per facilitare il cammino nelle vie della città. In futuro, il dispositivo potrebbe fornire altre informazioni utili, come il nome dei negozi davanti a cui il non vedente si trovi a passare, sfruttando la tecnologia Bluetooth.</p>
<p>Xplor sta per essere messo in vendita in Francia e Lussemburgo: i suoi inventori hanno, infatti, costituito una start up per promuovere il prodotto in tutti i paesi del mondo. Dal 2016, se l&#8217;idea dovesse funzionare, il bastone “intelligente” sarà disponibile sul mercato.</p>
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