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	<title>OtticaMacca.com &#187; Ottica Macca</title>
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		<title>Occhiali contraffatti: un rischio per la salute</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 10:37:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ottica Macca]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate, la tentazione è in agguato: file e file di occhiali da sole in bella vista sulle bancarelle, a prezzi bassi e disponibili in un&#8217;infinità di modelli alla moda. Ma attenzione, la facilità di acquisto di questi articoli è un vero e proprio specchietto per le allodole: scegliere occhiali contraffatti vuol dire mettere [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo dell&#8217;estate, la tentazione è in agguato: file e file di <strong>occhiali da sole</strong> in bella vista sulle <strong>bancarelle</strong>, a prezzi bassi e disponibili in un&#8217;infinità di modelli alla moda. Ma attenzione, la facilità di acquisto di questi articoli è un vero e proprio specchietto per le allodole: scegliere occhiali contraffatti vuol dire mettere a rischio la propria salute, infatti, a causa di materiali utilizzati non a norma e mancanti del marchio CE.</p>
<p>L&#8217;assenza di <strong>filtri UVA e UVB</strong> nelle lenti, per esempio, causa un&#8217;accelerazione del processo della cataratta e della perdita di trasparenza del cristallino, favorendo l&#8217;insorgere delle macuolopatie. Le montature con metallo non a norma favoriscono il passaggio di <strong>nichel</strong> sul naso e sulle tempie, oltre che sugli altri punti d&#8217;appoggio. Se il modello è in <strong>plastica</strong>, invece, e non in celluloide, possono verificarsi reazioni allergiche e dermatiti da contatto.</p>
<p>In conclusione, non sempre la convenienza paga: piuttosto che mettere in pericolo la salute dei vostri occhi e della vostra pelle, meglio acquistare delle lenti in<strong> un negozio di ottica</strong>, garanzia di un prodotto affidabile e di un&#8217;origine controllata. Gli effetti di un buon investimento si vedranno certamente nel tempo.</p>
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		<title>Occhi: quando la buona tavola aiuta</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2016 10:12:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La salute vien mangiando, è proprio il caso di dirlo: esiste, infatti, una vasta gamma di alimenti avente proprietà ed effetti benefici sui nostri occhi. Oltre alle famosissime carote, ricche di betacarotene (sostanza che favorisce la visione, anche notturna), sarebbe utile introdurre nel nostro menù giornaliero altri tipi di “pietanze”: tutti gli agrumi, grazie alla [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><strong>La salute vien mangiando</strong>, è proprio il caso di dirlo: esiste, infatti, una vasta gamma di alimenti avente proprietà ed effetti benefici sui nostri occhi.</p>
<p align="JUSTIFY">Oltre alle famosissime<strong> carote</strong>, ricche di betacarotene (sostanza che favorisce la visione, anche notturna), sarebbe utile introdurre nel nostro menù giornaliero altri tipi di “pietanze”: tutti gli <strong>agrumi, </strong>grazie alla presenza di vitamina C, svolgono un&#8217;azione antiossidante molto importante per gli occhi, riuscendo a ritardare l’insorgere della cataratta e della degenerazione maculare. È bene ricordare, però, che la vitamina C non è contenuta solo negli <strong>agrumi,</strong> ma anche nelle<strong> fragole, pesche e peperoni rossi</strong>.</p>
<p align="JUSTIFY">Gli omega-3, acidi grassi essenziali contenuti nel <strong>salmone, tonno e sardine</strong>, aiutano a proteggere la vista dai danni della luce. Tornando al betacarotene, lo si può assumere non solo attraverso le carote, ma anche scegliendo dei vegetali di colore giallo-arancio, come <strong>le patate dolci, le albicocche e i meloni</strong>. Seguire una dieta bilanciata, con particolare attenzione agli alimenti sopraindicati, può garantire una prevenzione efficace nei confronti di molte malattie legate agli occhi.</p>
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		<title>Diagnosi dell&#8217;autismo attraverso lo sguardo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2016 08:41:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>In base a uno studio condotto e coordinato da Giorgio Vallortigara presso l’Università di Trento, sarebbe possibile una diagnosi estremamente precoce dell&#8217;autismo, a partire dai primi giorni di vita del neonato: infatti, tale patologia potrebbe essere riconosciuta anzitempo analizzando lo sguardo del bambino, dopo solo una settimana dalla sua nascita. Tredici neonati ad alto rischio [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In base a uno studio condotto e coordinato da Giorgio Vallortigara presso l’Università di Trento, sarebbe possibile <strong>una diagnosi estremamente precoce dell&#8217;autismo</strong>, a partire dai primi giorni di vita del neonato: infatti, tale patologia potrebbe essere riconosciuta anzitempo analizzando<strong> lo sguardo del bambino</strong>, dopo solo una settimana dalla sua nascita.</p>
<p>Tredici neonati ad alto rischio di malattia (con fratelli già malati di autismo) e sedici neonati a basso rischio sono stati tenuti sotto stretta osservazione dai medici, i quali hanno notato che i primi avrebbero perso quasi subito interesse verso stimoli di tipo sociale, come il movimento di una mano: un calo di attenzione reso evidente attraverso lo sguardo, non catturato a lungo da questo genere di sollecitazioni. Invece, i neonati a basso rischio avrebbero dimostrato di prediligere proprio <strong>gli stimoli sociali</strong>, rispetto ad altre tipologie.</p>
<p>Scopo dello studio è quello di estendere il periodo di osservazione sui neonati fino al loro secondo anno di vita, in modo da dimostrare l&#8217;affidabilità di tale metodo di diagnosi precoce; un vero e proprio test predittivo, assai utile per il riconoscimento dell&#8217;autismo, anche in forme lievi, e per <strong>la pianificazione</strong> <strong>di interventi tempestivi.</strong></p>
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		<title>Eye Yoga: relax per gli occhi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2016 08:25:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Non solo la mente, ma anche i nostri occhi hanno bisogno di rilassarsi: parliamo dello &#8220;Eye Yoga&#8221;, una nuova tendenza che si sta diffondendo negli Stati Uniti grazie all&#8217;oculista Dilip Darjee: di seguito, alcuni suoi consigli per facilitare la ripresa degli occhi stanchi, un problema sempre più comune tra chi passa troppe ore al computer. [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Non solo la mente, ma anche i nostri occhi hanno bisogno di rilassarsi: parliamo dello<strong> &#8220;Eye Yoga&#8221;</strong>, una nuova tendenza che si sta diffondendo negli Stati Uniti grazie all&#8217;oculista Dilip Darjee: di seguito, alcuni suoi consigli per facilitare la ripresa degli <strong>occhi stanchi</strong>, un problema sempre più comune tra chi passa troppe ore<strong> al computer</strong>. Saranno realmente efficaci? Provare per credere!</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Appena svegli, iniziare con un po&#8217; di stretching:</em> tenete le gambe incrociate e concentratevi sulla respirazione. Intanto muovete gli occhi, indirizzando<strong> lo sguardo</strong> prima in su e poi in giù. Ad occhi chiusi ripetete l&#8217;esercizio, guardando, però, a destra e a sinistra e viceversa.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Migliorare la concentrazione ed i muscoli dell&#8217;occhio:</em> tenendo <strong>una penna</strong> in mano, distendete il braccio e focalizzate lo sguardo sulla penna. Questa va lentamente avvicinata al naso, senza mai interrompere il contatto visivo con gli occhi.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Relax termico:</em> dopo aver riscaldato <strong>i palmi</strong> delle mani, posizionateli ad arco sopra le palpebre senza toccarle e tenendo gli occhi chiusi per qualche secondo.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Commuoversi fa bene:</em> è impossibile piangere a comando, ma alcuni trucchi aiutano a inumidire l&#8217;occhio per liberarlo dalla polvere e altre sostanze estranee. Sedetevi a gambe incrociate su un cuscino e fissate <strong>la fiamma</strong> di una candela posta a un metro di distanza. Non appena gli occhi iniziano a pizzicare, sospendete l&#8217;esercizio.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Via le borse mattutine: </em>quando si dorme, <strong>le palpebre</strong> non fanno il solito movimento “apri-chiudi”, quindi accumulano liquidi. Batterle per circa trenta secondi dovrebbe contribuire a sbarazzarsi più in fretta dei liquidi in eccesso.</p>
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		<title>Neurogoggles: gli occhiali che migliorano l&#8217;attività cerebrale</title>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2016 07:58:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>La startup “NeuroTeam”, nata a Palermo nel giugno del 2014, ha inventato degli occhiali ultra tecnologici capaci di potenziare la memoria e la concentrazione: i “Neurogoggles”. Sembrano dei semplici occhiali con lenti molto spesse, ma in realtà si tratta di un sofisticato dispositivo in grado di migliorare l’attività cerebrale. Quando lo si indossa, infatti, le [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La startup <strong>“NeuroTeam”</strong>, nata a Palermo nel giugno del 2014, ha inventato degli occhiali ultra tecnologici capaci di potenziare la memoria e la concentrazione: i<strong> “Neurogoggles”</strong>. Sembrano dei semplici occhiali con lenti molto spesse, ma in realtà si tratta di un sofisticato dispositivo in grado di migliorare l’attività cerebrale.<br />
Quando lo si indossa, infatti, le lenti prismatiche in esso contenute creano l’illusione che gli oggetti che stiamo guardando siano in una posizione diversa da quella occupata realmente: per raggiungerli, dovremo calibrare la nostra attenzione. La correzione dell’input alterato, quindi, va a stimolare aree celebrali specifiche.</p>
<p>Ecco perché il principale campo di applicazione dei &#8220;Neurogoggles&#8221; è quello<strong> della riabilitazione dei deficit cerebrali</strong>, nel trattamento di soggetti con disturbi dello sviluppo e dell’apprendimento, e vittime di traumi cerebrali; ma anche persone colpite da patologie direttamente o indirettamente correlate ad alterazioni del normale funzionamento del cervello: il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, gli ictus, le demenze senili e l’autismo.<br />
In tutti questi casi, si è verificato un miglioramento dei livelli di<strong> linguaggio, attenzione e memoria</strong> dei soggetti in esame, poiché i disturbi cognitivi e del comportamento sono in genere associati ad alterazioni dell’eccitabilità di specifiche strutture del cervello.</p>
<p>I &#8220;Neurogoggles&#8221; hanno <strong>un prezzo davvero conveniente</strong>, 50 euro, comprensivo anche del software necessario per il miglioramento della prestazione cognitiva. Inoltre, grazie ad essi, vi è la possibilità di effettuare il trattamento riabilitativo direttamente da casa, sotto il monitoraggio virtuale da parte del medico, che non necessita di essere sempre presente durante la terapia.</p>
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		<title>Il vostro cane vi fissa? Tranquilli, esiste una ragione scientifica</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2016 08:37:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il vostro cane vi fissa e voi non capite il perché: magari state semplicemente affettando le cipolle con aria innocente, ma lui non accenna a togliervi gli occhi di dosso. Bene, non allarmatevi (se lo facesse un gatto, sì, invece); esiste una spiegazione scientifica. Uno studio americano, pubblicato sulla rivista &#8220;The Scientific American&#8221;, ha definito [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il vostro cane vi fissa</strong> e voi non capite il perché: magari state semplicemente affettando le cipolle con aria innocente, ma lui non accenna a togliervi gli occhi di dosso. Bene, non allarmatevi (se lo facesse un gatto, sì, invece); esiste <strong>una spiegazione scientifica</strong>.</p>
<p>Uno studio americano, pubblicato sulla rivista &#8220;The Scientific American&#8221;, ha definito questo comportamento <strong>&#8220;tempo di ricerca&#8221;</strong>: in pratica, i nostri animali domestici sono soliti osservarci con insistenza per imparare a conoscerci meglio. Vogliono, quindi, <strong>capire come ci comportiamo</strong> con loro e il motivo; registrano i nostri stati d&#8217;animo, mettendoli in relazione ai gesti, all&#8217;espressione del viso e al timbro della voce. Perciò li sorprendiamo imbambolati a guardarci: non stanno esprimendo soltanto la loro “adorazione” nei nostri confronti, come alcuni pensano, ma prendendosi del tempo per elaborare le informazioni che hanno appena registrato.</p>
<p>Questa scoperta deriva da un esperimento effettuato dall&#8217;Università del Sussex su<strong> una mandria di cavalli</strong>: ogni volta che uno di loro assumeva un comportamento insolito o inaspettato, veniva fissato dal resto del gruppo per lungo tempo. Questo periodo di osservazione, secondo gli studiosi, era quello necessario affinché gli equini potessero &#8220;catalogare&#8221; il loro compagno, riconoscendolo per determinate abitudini o modi di muoversi.<br />
Il &#8220;tempo di ricerca&#8221;, quindi, è proprio di molte specie animali. Anche noi essere umani, in fondo, decifriamo la realtà attraverso quello che vediamo. Per cui, la prossima volta che vi capita, non sentitevi stalkerati dal vostro cane:<strong> i suoi occhi stanno solo cercando di leggervi dentro.</strong></p>
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		<title>Iridi di colore diverso: questione di melanina</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2016 10:10:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Se i vostri occhi sono di colore diverso, allora fate parte di quella ridotta cerchia di eletti affetta da eterocromia, una particolarità somatica che interessa meno dell’1% della popolazione: provocata da una diversa concentrazione di melanina, l’occhio in cui questo pigmento è più condensato appare tendente al marrone, mentre l’altro risulta di una tonalità più [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Se i vostri occhi sono di colore diverso, allora fate parte di quella ridotta cerchia di eletti affetta da <strong>eterocromia</strong>, una particolarità somatica che interessa meno dell’1% della popolazione: provocata da una diversa concentrazione di <strong>melanina</strong>, l’occhio in cui questo pigmento è più condensato appare tendente al marrone, mentre l’altro risulta di una tonalità più chiara. Molti i vip che mostrano questa caratteristica: Johnny Dorelli, Jane Seymour, Mila Kunis; ma anche condottieri storici come Alessandro Magno, dotato di un occhio nocciola e uno verde.<br />
Più che negli esseri umani, in realtà, l&#8217;eterocromia è presente maggiormente (fino al 5% circa) negli animali; soprattutto cavalli, gatti e cani. In caso di<strong> mosaicismo somatico</strong>, l&#8217;iride può avere anche più di un colore al suo interno. Tutte condizioni congenite, presenti fin dalla nascita, che non comportano conseguenze o danni per la salute.</p>
<p>In alcuni casi, però, l’eterocromia può essere il sintomo di alcune malattie oculari importanti. Nell’<strong>eterocromia di Fuchs</strong>, ad esempio, l&#8217;infiammazione colpisce di solito un solo occhio, il quale diventa gradualmente meno pigmentato dell’altro. Il<strong> glaucoma pigmentario</strong>, invece, causa l’abrasione del pigmento dell’iride che tende a distribuirsi in maniera diversa nei due occhi. Infine, in alcune forme di <strong>uveite</strong>, si formano sulla superficie dell’iride dei noduli di natura infiammatoria che possono determinare una discromia. A provocare eterocromia o discromia possono essere anche gli effetti collaterali di alcuni<strong> farmaci</strong>: le prostaglandine, colliri antiglaucomatosi, che possono causare una decolorazione dell’iride asimmetrica.</p>
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		<title>LHON: l&#8217;importanza della prevenzione</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 15:29:54 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> LHON</strong> (Neuropatia ottica di Leber, l&#8217;acronimo è inglese) è<strong> una malattia genetica</strong> causata da una rara forma di atrofia del nervo ottico. Immaginiamo quest&#8217;ultimo come un grande cavo elettrico attraversato da più di un milione di fili, capaci di trasmettere le immagini dalla retina al cervello: nelle persone che sviluppano la LHON, molti di questi fili iniziano gradualmente a non funzionare, fino a disattivarsi del tutto. In altre parole, a cause delle fibre nervose danneggiatesi nel nervo ottico, l&#8217;occhio perde, in misura più o meno grave a seconda della degenerazione, <strong>la capacità di vedere</strong>. Alcuni pazienti diventano totalmente ciechi; altri scorgono solo luci e ombre o non riescono a percepire ciò che si trova al centro del loro campo visivo, ma soltanto ai lati di esso.</p>
<p>Al giorno d&#8217;oggi si cerca di rallentare l&#8217;avanzare della malattia e, di conseguenza, la perdita definitiva delle fibre nervose del nervo ottico, attraverso la somministrazione di farmaci antiossidanti, quale <strong>l&#8217;idebenone</strong>: intervenendo tempestivamente, infatti, è possibile salvare un numero maggiore di fibre rispetto a quello che accadrebbe in assenza di trattamento. Nel primo caso, inoltre, vi sarebbero anche discrete <strong>possibilità di recupero</strong>: passata la fase più acuta della malattia (6-12 mesi dopo il suo esordio), alcune fibre non più ricettive potrebbero “riattivarsi”, apportando un significativo miglioramento della capacità visiva.</p>
<p>È bene ricordare, però, che <strong>una guarigione totale dalla LHON non è esiste</strong>: il paziente sarà spesso in grado di condurre una vita soddisfacente dal punto di vista affettivo e lavorativo, ma avrà comunque difficoltà nella lettura, nella scrittura, nel riconoscere le persone ad una certa distanza etc. La LHON è, di conseguenza, una malattia altamente invalidante: l&#8217;unico modo per combatterla efficacemente è <strong>la prevenzione</strong>, rivolgendosi subito ad uno specialista dopo la comparsa dei primi disturbi e iniziando un&#8217;apposita terapia.</p>
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		<title>Quando baciate tenete gli occhi chiusi? Eccovi spiegato il motivo</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 11:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ottica Macca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Occhio alla Salute]]></category>
		<category><![CDATA[bacio]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze tattili]]></category>
		<category><![CDATA[occhi chiusi]]></category>
		<category><![CDATA[stimoli visivi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Se avete sempre pensato che chiudere gli occhi durante un bacio servisse ad evitare pericolosi, quanto inopportuni, ripensamenti, da oggi esiste una spiegazione scientifica a questo tipo di reazione: uno studio sulla visione e sull&#8217;esperienza sensoriale, condotta da un gruppo di psicologi alla Royal Holloway di Londra, ha dimostrato che, quando si bacia, gli occhi [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete sempre pensato che <strong>chiudere gli occhi durante un bacio</strong> servisse ad evitare pericolosi, quanto inopportuni, ripensamenti, da oggi esiste <strong>una spiegazione scientifica</strong> a questo tipo di reazione: uno studio sulla visione e sull&#8217;esperienza sensoriale, condotta da un gruppo di psicologi alla <strong>Royal Holloway</strong> di Londra, ha dimostrato che, quando si bacia, gli occhi si chiudono per permettere al cervello di concentrarsi maggiormente sul compito che sta eseguendo. Gli stimoli visivi, infatti, sono più difficili da decifrare e tendono a “distrarre” la nostra mente dalle altre informazioni sensoriali che stiamo ricevendo.</p>
<p>I soggetti analizzati durante lo studio sono stati sottoposti a stimoli diversi, misurando la loro risposta tattile in base ad una piccola vibrazione esercitata sulle mani: si è scoperto che alcuni di loro erano meno sensibili <strong>al senso tattile</strong> quando lavoravano simultaneamente anche con gli occhi, mentre il loro livello di percezione aumentava se non si concentravano su uno stimolo di natura visiva. Lo studio ha dimostrato, quindi, che il nostro cervello tende ad attenzionare maggiormente le esperienze tattili considerate molto piacevoli, come quelle legate al sesso o alla danza. E lo fa, quindi, tenendo preferibilmente<strong> gli occhi chiusi</strong>, in modo da godere pienamente di ogni attimo e non distrarsi.</p>
<p>I risultati di tale studio sono importanti non solo perché vi permetteranno di scoprire, da ora in poi, le manchevolezze di amanti potenzialmente distratti nell&#8217;atto di baciarvi, ma anche alla luce degli ultimi sviluppi<strong> nel settore delle nuove tecnologie</strong>: nei sistemi di allarme, ad esempio, si ha un crescente utilizzo delle informazioni tattili. Ma chiudere gli occhi, in quel caso, potrebbe regalarvi un&#8217;aria decisamente “romantica”.</p>
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		<title>Cellule staminali per occhi totalmente nuovi</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 10:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ottica Macca]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Occhio alla Salute]]></category>
		<category><![CDATA[cellule staminali pluripotenti umane]]></category>
		<category><![CDATA[cornea]]></category>
		<category><![CDATA[occhio]]></category>
		<category><![CDATA[opacizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[retina]]></category>
		<category><![CDATA[Ryuhei Hayashi]]></category>
		<category><![CDATA[tessuto oculare]]></category>
		<category><![CDATA[trapianti corneali]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Osaka, in un articolo pubblicato su &#8220;Nature&#8221;, ha reso nota la possibilità di ricreare i principali tipi di tessuto oculare utilizzando cellule staminali pluripotenti indotte umane. Soprattutto, la novità fondamentale è che lo sviluppo di tale tessuto avviene in modo da rispecchiare la naturale crescita embrionale dell&#8217;occhio. Quest&#8217;organo è, [...]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Osaka, in un articolo pubblicato su &#8220;Nature&#8221;, ha reso nota la possibilità di ricreare<strong> i principali tipi di tessuto oculare</strong> utilizzando <strong>cellule staminali pluripotenti indotte umane</strong>. Soprattutto, la novità fondamentale è che lo sviluppo di tale tessuto avviene in modo da rispecchiare la naturale crescita embrionale dell&#8217;occhio.<br />
Quest&#8217;organo è, infatti, formato da tessuti particolari e altamente differenti fra loro: alcuni tipi di cellule, come quelli che costituiscono la retina e la cornea, già in passato potevano essere riprodotte in laboratorio grazie a staminali pluripotenti, ma senza raggiungere l&#8217;effettiva complessità dello sviluppo dell&#8217;intero occhio.</p>
<p>Gli interventi fin ora praticati per contrastare <strong>l&#8217;opacizzazione</strong> <strong>della cornea</strong>, ad esempio, avevano sempre previsto il ricorso ad un donatore: ma, sebbene i trapianti corneali possiedano una percentuale di rigetto molto più bassa rispetto ad altri organi o tessuti dell&#8217;organismo, la cornea ridiventava spesso opaca a pochi anni di distanza dall&#8217;operazione. Oppure, nel caso di staminali prelevate dal paziente stesso (dal cosiddetto &#8220;limbus&#8221;, una zona al confine tra la cornea e la congiuntiva), il loro numero non era abbastanza alto per essere coltivato in provetta.</p>
<p>Visti i precedenti, lo studio condotto da<strong> Ryuhei Hayashi</strong> e colleghi ad Osaka rappresenta una vera e propria rivoluzione nella ricerca sulle staminali: le diverse linee cellulari dei tessuti dell&#8217;occhio (tra cui cornea, congiuntiva, cristallino, retina ed epitelio retinico pigmentato) potranno essere ricreate in laboratorio, seguendo <strong>lo sviluppo naturale</strong> dell&#8217;occhio.</p>
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